mercoledì 24 settembre 2008

CANI BRUCIATI VIVI CON ACIDO.NASCE UN'ASSOCIAZIONE IN DIFESA DEGLI AMICI A QUATTRO ZAMPE.

CAPUA 23\09\08. In seguito all’atroce fine di Nala che è stata bruciata con l’acido, incontriamo il sig. Francesco Di Marzio, portavoce di un nutritissimo elenco di persone componenti di un comitato con l’intento di schierarsi in difesa di tutti i cani randagi di Capua,il quale ci dice: “L’idea di formare una vera e propria associazione per proteggere i cani e i gatti dalle ingiustizie burocratiche, è nata soprattutto in rispetto di tutte le persone che hanno paura di questi animali così come noi li amiamo al punto tale di trattarli come propri figli .Vi è tanta gente che trema solo a vedere l’ombra di un cane. Pertanto, è giusto che i cani che hanno un “padrone” vadano a passeggio con la museruola, così come è giusto che i cani randagi siano collegati in una struttura che possiamo chiamare canile”. “A proposito di canile – continua il sig. Francesco – in passato, ho avuto delle esperienze tali da farmi preoccupare per come potranno essere trattate queste povere bestiole, che hanno solo la colpa di essere state abbandonate dai propri ex padroni o sono nate per essere tali. Al riguardo, ci tengo a puntualizzare che qui a Capua, molti dei cani che comunque non hanno un “padrone”, e pertanto, devono essere per forza, considerati randagi, vengano inizialmente accuditi da tante persone, che, non amandoli così come noi, comunque sentono il desiderio di poter alleviare, in parte, le sofferenze di questi esseri viventi”. A questo punto, credo che non si può abbandonare al proprio destino un essere vivente che, se purtroppo sta creando problemi a politici ed altri, non è certamente per sua scelta ma per suprema volontà di Dio che l’ ha voluta creare. Concludendo, il sig. Francesco, ci dice: “Ho assistito ad alcuni consigli comunali dove è stato affermato queste testuali parole: “Abbiamo fatto sterilizzare molti cani e tanti altri sono stati accalappiati per poter essere microcliptati e poi lasciati di nuovo liberi, anche perché è necessario dare inizio alla soluzione del problema del randagismo”. “Noi dell’associazione siamo rimasti pietrificati dalla notizia dei cani maltrattati ed addirittura bruciati con l’acido. Ci auguriamo che non si ripetano più atti vandalici di questo genere che non appartengono a parametri di natura umana “ BERNARDINO MANZO